Le tre isole, i borghi che valgono una sosta, il campo di battaglia di Annibale e il periodo giusto per venire. Scritta da dieci minuti di distanza.
Il Trasimeno ha tre isole, e se ne visitano soltanto due: l'Isola Minore è privata, si guarda dal traghetto e non ci si sbarca mai. È il genere di dettaglio che sfugge a chi si ferma un solo pomeriggio, magari di passaggio fra Firenze e Roma: si parcheggia a Castiglione del Lago, si sale sulle mura della fortezza, si fotografa l'acqua e si riparte. È un buon pomeriggio, ma è anche l'unico pezzo di lago che assomiglia a tutti gli altri laghi, con il lungolago attrezzato, i gelati e il parcheggio a pagamento.
In breve: il Trasimeno si capisce dalle isole e dalla sponda est, non dal lungolago principale. Due giorni bastano per vedere una delle due isole visitabili, due o tre borghi veri e il punto in cui Annibale distrusse un esercito romano. Questa guida mette in fila le tre isole e cosa cambia fra loro, i borghi in ordine di quanto ci tornerei, il campo di battaglia, e il mese in cui conviene venire.
È scritta per chi ha due o tre giorni e un'auto. Noi siamo a cinque o dieci minuti dalla riva sud, quindi molte di queste strade le facciamo per andare a fare la spesa.
Il lago in numeri, e perché quei numeri contano
Il Trasimeno è il quarto lago italiano per superficie, con 128 chilometri quadrati, poco meno del Lago di Como. Poi finisce ogni somiglianza con i grandi laghi del nord: qui la profondità media è di 4-5 metri e il massimo è 6. Sta a 258 metri sul livello del mare, in una conca senza sbocchi.
Questo spiega tre cose che si notano subito. L'acqua si scalda prestissimo in primavera, perché ce n'è poca da scaldare. Non ci sono coste a picco né acqua scura: le rive digradano lentamente e il paesaggio è fatto di colline basse, canneti e olivi. E il livello cambia molto durante l'anno.
Il lago non ha un emissario naturale. Ne ha uno artificiale, un canale emissario aperto nel 1898, ma di fatto vive di pioggia. Il livello è al minimo fra settembre e ottobre e al massimo fra aprile e maggio. Chi arriva a fine estate e trova venti metri di fondale scoperto davanti alla spiaggia non ha trovato un lago malato: ha trovato il Trasimeno a settembre.
Le tre isole, e quale vale davvero il traghetto
Le isole sono tre e solo due si visitano. Vale la pena sceglierne una e farla bene, perché non sono intercambiabili e non si fanno decentemente nello stesso giorno.
Isola Maggiore, l'unica abitata
Ventiquattro ettari, diciotto abitanti, frazione del comune di Tuoro sul Trasimeno. È l'unica delle tre dove vive ancora qualcuno tutto l'anno, e si sente: c'è una via principale con le case in pietra, non una ricostruzione a uso turistico.
Due cose la rendono diversa da qualsiasi altra isola lacustre italiana. La prima è che nel 1211 San Francesco d'Assisi ci passò la Quaresima in ritiro; nel 1328 vi furono costruiti una chiesa e un convento per i francescani a memoria di quel soggiorno. La seconda è il merletto. Nel 1904 la marchesa Elena Guglielmi fece arrivare dall'Irlanda una maestra per insegnare alle donne dell'isola il pizzo d'Irlanda, una lavorazione all'uncinetto. La tradizione è sopravvissuta e oggi ha un museo dedicato, in un edificio del Quattrocento.
Da vedere anche la chiesa di San Salvatore, del XII secolo, quella di San Michele Arcangelo, del XIII, e il castello Guglielmi, stratificato fra il XIV e il XIX secolo.
Isola Polvese, la più grande
Sessantanove ettari e mezzo, amministrativamente una frazione di Castiglione del Lago. Abitata solo saltuariamente da un paio di famiglie: non è un borgo, è un'isola-parco.
Dal 1995 funziona come parco scientifico didattico, un laboratorio permanente per scuole e visitatori, con un centro di esperienza ambientale riconosciuto dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia. In pratica: sentieri, un piccolo lido, aree attrezzate all'aperto, un ristorante nella stagione. Ci si va per camminare e stare fuori, non per visitare monumenti.
Il traghetto per la Polvese parte da San Feliciano, sulla sponda est.
Isola Minore
È disabitata e privata. Non si visita. La si guarda dal traghetto e va benissimo così: metterla in un itinerario è il modo più rapido per capire che l'itinerario è stato copiato da qualcun altro.
I traghetti, e l'unica cosa da verificare prima di partire
Il servizio di navigazione è gestito da Busitalia. L'Isola Maggiore è collegata a Tuoro Navaccia, Passignano sul Trasimeno e Castiglione del Lago; l'Isola Polvese a San Feliciano.
Le linee attive e le frequenze cambiano fra alta e bassa stagione, e alcune tratte funzionano solo nei giorni festivi o solo nel fine settimana in certi periodi dell'anno. Non pubblichiamo orari qui apposta: cambiano più volte l'anno e un orario sbagliato su una pagina è peggio di nessun orario. Si controlla sul sito di Busitalia il giorno prima, e in caso di dubbio si telefona all'ufficio navigazione.
Una nota pratica che vale più di molti consigli: l'ultima corsa di ritorno è il vincolo dell'intera giornata. Chi la perde sull'Isola Maggiore trova posti letto; chi la perde sulla Polvese, no.
I borghi della riva, in ordine di quanto ci torno
Castiglione del Lago è il più visitato e il più attrezzato, ed è giusto che sia la prima tappa: la Rocca del Leone e il camminamento sulle mura danno la vista d'insieme che serve per capire la geografia del lago. Il rovescio è che in luglio e agosto il lungolago è la parte più affollata e meno caratteristica di tutto il Trasimeno.
Passignano sul Trasimeno ha un centro storico stretto che sale dal porto, ed è il nodo dei traghetti sulla sponda nord. Si arriva anche in treno.
San Feliciano, sulla sponda est, è il posto dove il lago somiglia ancora a un lago di pescatori invece che a una località. È il porto per la Polvese.
Monte del Lago, Torricella, Sant'Arcangelo e Borghetto sono piccoli e si attraversano in dieci minuti. Non giustificano da soli il viaggio, ma la strada che li collega è la parte migliore del giro in auto.
Dove Annibale annientò un esercito romano
Nel giugno del 217 a.C., durante la seconda guerra punica, Annibale tese un'imboscata sulla sponda settentrionale del lago e distrusse l'esercito del console Gaio Flaminio. È una delle sconfitte peggiori della storia romana e uno dei pochissimi campi di battaglia antichi in Italia che si possono ancora leggere sul terreno, perché la conformazione fra Tuoro e Passignano è rimasta riconoscibile.
Oggi l'area è percorribile con un itinerario segnalato fra Tuoro e le colline alle sue spalle. Non ci sono rovine, solo un paesaggio e dei pannelli esplicativi: chi si aspetta un sito archeologico ne esce deluso, chi invece arriva avendo già letto qualcosa sulla battaglia ci passa volentieri tre ore.
Quando venire, e quando no
Maggio e giugno. Il lago è al livello più alto, la campagna intorno è verde e i traghetti hanno già gli orari pieni. È il periodo migliore in assoluto.
Settembre. L'acqua è ancora calda, i borghi si svuotano, la luce cambia. È il nostro mese preferito, con l'avvertenza già detta sul livello basso.
Luglio e agosto funzionano bene se si viene per il bagno e per le spiagge attrezzate. Molto meno se si viene per la quiete: sono anche i due mesi in cui il caldo nella conca si sente davvero.
Da novembre a marzo il lago è bellissimo e quasi vuoto, ma metà dei servizi è chiusa e le linee dei traghetti si riducono al minimo. È un periodo per chi torna, non per chi viene la prima volta.
Muoversi: l'auto serve
La ferrovia serve Passignano, Tuoro e Castiglione del Lago, e per un soggiorno concentrato su quei tre punti può bastare. Per tutto il resto, cioè i borghi collinari, le cantine, gli agriturismi e la sponda est, l'auto serve davvero: i collegamenti su gomma esistono ma sono pensati per chi ci vive, non per chi visita.
Il giro completo della riva si fa comodamente in una giornata con tre o quattro soste. Conviene farlo in senso antiorario partendo da sud, così la parte più bella della strada, quella fra San Feliciano e Passignano, capita nel pomeriggio, quando la luce viene da ovest sull'acqua.
Cosa c'è appena fuori dal lago
Il Trasimeno ha il vantaggio di stare esattamente sul confine fra Umbria e Toscana, e questo cambia molto un soggiorno di più giorni. Da noi, che siamo sulla riva sud a Petrignano del Lago, Cortona è a 22 minuti, Chiusi e Città della Pieve a 20, Montepulciano a 30. Perugia è a 44 minuti, Pienza a 46, la Val d'Orcia a 52, Assisi a un'ora.
Detto altrimenti: si può dormire sul lago e passare una giornata in Val d'Orcia senza spostare i bagagli. È il motivo per cui questa fascia di colline funziona meglio come base che come tappa.
Se il viaggio prevede più giorni, vale la pena leggere anche Cortona in un giorno e Montepulciano e il Vino Nobile, che sono le due gite più naturali da qui, e dare un'occhiata a dove siamo e cosa c'è intorno per le distanze esatte.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare il Lago Trasimeno?
Due giorni pieni permettono di vedere una delle isole, due o tre borghi della riva e il campo di battaglia di Annibale senza correre. In una giornata sola si sceglie: o un'isola, o il giro dei borghi.
Si può fare il bagno nel Lago Trasimeno?
Sì, ci sono spiagge attrezzate a Castiglione del Lago, Passignano, Tuoro e sull'Isola Polvese. Il lago è poco profondo, quindi l'acqua si scalda presto in primavera, ma per la stessa ragione a fine estate le rive si abbassano e i fondali diventano fangosi.
Quale isola del Trasimeno conviene visitare?
L'Isola Maggiore se interessano il borgo abitato, le chiese e il museo del merletto. La Polvese se si vuole camminare, fare il bagno e stare all'aperto. Non sono intercambiabili e non si fanno bene nello stesso giorno.
Come si raggiungono le isole del Trasimeno?
In traghetto, con il servizio di navigazione di Busitalia. L'Isola Maggiore è collegata a Tuoro, Passignano e Castiglione del Lago; l'Isola Polvese a San Feliciano. Le linee attive cambiano fra alta e bassa stagione.
Qual è il periodo migliore per visitare il Trasimeno?
Maggio, giugno e settembre. In aprile e maggio il lago è al livello più alto e la campagna è verde; a settembre l'acqua è ancora calda e i borghi si svuotano. Luglio e agosto funzionano se si cerca il bagno, molto meno se si cerca la quiete.
Serve l'auto per visitare il Lago Trasimeno?
Praticamente sì. La ferrovia serve Passignano, Tuoro e Castiglione del Lago, ma i borghi collinari, le cantine e gli agriturismi sono fuori dalle stazioni e i collegamenti su gomma sono pensati per i residenti, non per i visitatori.

