Bramasole, la villa vicino a Cortona che Frances Mayes rese famosa, è ancora oggi proprietà privata della sua famiglia e non si visita: il libro uscì nel 1996, il film nel 2003, e da allora chi arriva porta quasi sempre un'idea già pronta in testa, una casa di pietra da restaurare, una vendemmia, un'estate che cambia la vita. Quell'idea non aiuta granché a orientarsi nelle ore che si hanno davvero a disposizione, fra una salita ripida, due musei che meritano tempo e una piazza che tutti fotografano dallo stesso identico punto.
In breve: Cortona si vede bene in una giornata a piedi, ma conviene sapere prima cosa è vero del film e cosa no, quanto è ripida la salita, e quali due musei valgono davvero l'ingresso. Questa guida attraversa il centro storico da Piazza della Repubblica al MAEC, dal Museo Diocesano alla Fortezza del Girifalco in cima al colle, passando per le chiese principali e la sagra che a metà agosto riempie i Giardini del Parterre.
È scritta per chi ha una giornata libera da Le Torri di Porsenna e vuole vedere Cortona per quello che è davvero, non solo per il film che l'ha resa famosa fuori dall'Italia.
Il libro, il film, e quello che è vero di entrambi
Bramasole esiste davvero. È la villa che Frances Mayes comprò vicino a Cortona, nella frazione di Torreone, e restaurò fra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, un'esperienza raccontata nel libro del 1996 diventato poi il film del 2003 con Diane Lane. Vale la pena saperlo prima di partire: Bramasole è ancora proprietà privata della famiglia Mayes e non si visita. Per le riprese del film fu usata un'altra villa vicino a Cortona, trovata apposta da Frances Mayes per rappresentare una Bramasole non ancora restaurata.
Detto questo, sarebbe sbagliato liquidare Cortona come una scenografia. La città esisteva da oltre duemila anni prima che uscisse il libro, con una storia etrusca, un centro rinascimentale e due musei che reggerebbero benissimo anche senza una sola riga scritta su di loro. Ed è altrettanto vero che una parte del centro vive ormai di quella fama: alcune vetrine vendono più il nome del film che i prodotti del territorio, e in alta stagione capita di sentire più inglese che italiano lungo la via principale. Non è né un problema né un merito: è semplicemente come funziona un posto diventato famoso per un motivo che non è la sua storia.
La salita, e quanto tempo serve davvero
Cortona è un borgo in salita, e va detto con chiarezza perché è la prima cosa che chi arriva sottovaluta. Non c'è una funicolare: la stazione ferroviaria di Camucia-Cortona, sulla linea Firenze-Roma, è a circa tre chilometri dal centro storico e più in basso rispetto ad esso, quindi da lì serve un autobus, un taxi o un'auto per l'ultimo tratto. Chi arriva in auto, come da noi, sale direttamente, ma una volta parcheggiati fuori le mura la salita a piedi resta comunque ripida e in gran parte su pietra.

Una regola pratica: se l'obiettivo è vedere davvero il MAEC e il Museo Diocesano, non solo attraversare la via principale, conviene mettere in conto almeno tre ore dentro le mura. Chi ha difficoltà a camminare farebbe bene a valutare in anticipo quali punti sono raggiungibili, perché diverse strade del centro non hanno alternative pianeggianti.
Piazza della Repubblica e la scalinata del Palazzo Comunale
Il cuore della città è Piazza della Repubblica, dominata dalla scalinata in pietra serena del Palazzo Comunale, costruito fra il XII e il XIII secolo sopra i resti dell'antico foro romano. Accanto alla scalinata si trova la colonna con il Marzocco, il leone simbolo di Firenze, aggiunta nel Cinquecento quando Cortona passò sotto il controllo fiorentino. Il palazzo ospita ancora oggi gli uffici del Comune.

È il punto in cui quasi tutti si fermano per la prima fotografia, ed è anche il punto migliore per capire la forma della città: da qui si intuisce come il centro storico si arrampichi verso la Fortezza, con le vie che si stringono man mano che si sale.
Il MAEC, il museo etrusco dentro Palazzo Casali
Il MAEC, Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona, occupa Palazzo Casali, costruito per la famiglia Casali durante la sua signoria sulla città, fra il 1325 e il 1409. Il museo esiste nella forma attuale dal 2005, ma la sua collezione nasce molto prima: l'Accademia Etrusca fu fondata nel 1726 dai fratelli Venuti, che arrivarono a pubblicare un'edizione italiana dell'Encyclopédie di Diderot, un dettaglio che dice molto sull'ambizione dell'istituzione.
Fra i pezzi da non perdere ci sono la lampada bronzea etrusca, trovata nel 1840 nella zona di Fratta vicino a Cortona, con sedici bracci decorati da immagini mitologiche, e la Tabula Cortonensis, una lastra di bronzo che porta una delle iscrizioni etrusche più lunghe mai ritrovate. Sono due oggetti che da soli valgono la salita, indipendentemente da qualsiasi film.
Il Museo Diocesano e l'Annunciazione del Beato Angelico
Il Museo Diocesano si trova in Piazza del Duomo, nell'ex chiesa del Gesù, e fu istituito nel 1945 per raccogliere opere provenienti dalle chiese del territorio. La ragione per cui vale la deviazione è una sola opera, ma di quelle che giustificano un viaggio a parte: l'Annunciazione del Beato Angelico, dipinta intorno al 1430 e arrivata qui dalla chiesa di San Domenico, completa della sua predella originale. Nella stessa collezione ci sono anche opere di Luca Signorelli, pittore nato a Cortona, e di Bartolomeo della Gatta.
È il museo che si salta più facilmente quando il tempo stringe, perché è più piccolo del MAEC e meno pubblicizzato. Sconsigliamo di saltarlo: è la parte di Cortona che il film non ha mai raccontato.
La Fortezza del Girifalco, il punto più alto del colle
In cima al colle, sopra il resto della città, si trova la Fortezza del Girifalco, fatta costruire nel 1549 da Cosimo I de' Medici sui resti di fortificazioni precedenti. Oggi la fortezza ospita mostre ed eventi, fra cui il festival di fotografia Cortona On The Move, nato nel 2011: le aperture cambiano stagione per stagione, quindi conviene verificare prima di salire apposta, soprattutto fuori dai mesi centrali dell'anno.
Anche senza entrare, il tratto di salita che porta fin lassù regala la vista più ampia su tutta la Val di Chiana, e nelle giornate più limpide si vede anche il Lago Trasimeno.
Le chiese: Santa Margherita e San Francesco
La Basilica di Santa Margherita, più in alto rispetto al centro, conserva le spoglie della santa patrona della città, morta nel 1297. La prima chiesa, attribuita a Giovanni Pisano, fu completata nel 1304; l'edificio attuale è frutto di una ricostruzione ottocentesca, con la facciata terminata nel 1896, ed è stata elevata a basilica minore nel 1927.
La Chiesa di San Francesco, più in basso, fu iniziata nel 1246 su un terreno donato dal Comune a Frate Elia, il successore di San Francesco alla guida dell'ordine francescano. Conserva un reliquiario del X secolo con un frammento della Vera Croce, donato nel 1244, oltre a opere di Pietro da Cortona, il pittore e architetto barocco nato in città nel 1596.
Cortona etrusca: mura lunghe circa tre chilometri
Prima di essere toscana, prima ancora di essere romana, Cortona era una lucumonia etrusca, una delle dodici città della lega etrusca. Il nome Curtun compare già in un'iscrizione bronzea votiva del III secolo a.C. Le mura che ancora oggi circondano parte del centro storico risalgono al IV secolo a.C. e si estendono per circa tre chilometri, uno dei perimetri etruschi meglio conservati in Italia.

Fuori dalle mura, ai piedi del colle, l'area archeologica del Sodo conserva due grandi tumuli funerari etruschi del VII e VI secolo a.C., appartenuti a famiglie aristocratiche. È una tappa che quasi nessun visitatore di passaggio include nell'itinerario, ma che chi ha più di una giornata dovrebbe considerare.
La Sagra della Bistecca, se il soggiorno cade a metà agosto
Ogni anno, per qualche sera a metà agosto, i Giardini del Parterre si riempiono per la Sagra della Bistecca, organizzata dalla squadra di calcio locale, il Cortona Camucia. Gli stand aprono la sera, di norma dalle sei fino a mezzanotte, ed è un evento aperto a tutti, non solo ai soci del club.
Non è un evento pensato per i turisti del film: è la festa che la città fa a se stessa, ed è probabilmente il momento in cui Cortona somiglia di meno alle fotografie che se ne vedono online.
Quando venire, e da qui a Cortona
Cortona è affollata nelle stesse ore in cui lo sono Montepulciano e gli altri borghi della zona: tarda mattina e primo pomeriggio, nei mesi centrali dell'anno. Arrivare presto, prima delle dieci, o nel tardo pomeriggio significa vedere le stesse strade senza la calca e con una luce migliore per fotografare la Val di Chiana dai punti panoramici.
Da Le Torri di Porsenna a Cortona si guida per 22 minuti. È una delle gite più semplici da fare da qui, insieme a quella verso il Lago Trasimeno e quella verso Montepulciano, entrambe raccontate nelle altre guide di questo almanacco, o la guida generale a cosa vedere in Umbria per il resto della regione. Chi soggiorna più di un giorno può dedicare la mattina a Cortona e il resto della giornata al resto dei dintorni, oppure tornare da noi in tempo per cena nel nostro ristorante, che lavora la cucina umbra e quella toscana fianco a fianco.
Domande frequenti
Quanto dista Cortona da Le Torri di Porsenna?
22 minuti d'auto, una delle gite più semplici da fare da qui in giornata.
Si può visitare la vera Bramasole, la casa di Sotto il sole della Toscana?
No. È tuttora proprietà privata della famiglia Mayes, vicino a Cortona nella frazione di Torreone. Per il film fu usata un'altra villa, non quella reale.
Quanto tempo serve per visitare Cortona in una giornata?
Almeno tre ore dentro le mura se si vuole vedere con calma il MAEC e il Museo Diocesano, non solo attraversare la via principale. Con meno tempo conviene scegliere fra i due.
Conviene vedere sia il MAEC sia il Museo Diocesano?
Se il tempo lo permette sì. Sono complementari, non ripetitivi. Il MAEC racconta l'Etruria, il Museo Diocesano il Rinascimento religioso, con l'Annunciazione del Beato Angelico.
Cortona è adatta a chi ha difficoltà a camminare?
Solo in parte. Il centro storico è in salita e molte vie non hanno alternative pianeggianti. Piazza della Repubblica resta il punto più accessibile, la Fortezza il più impegnativo.
Qual è il momento migliore per visitare Cortona senza troppa folla?
Prima delle dieci del mattino o nel tardo pomeriggio, gli stessi orari che funzionano per Montepulciano e gli altri borghi della zona. Maggio e settembre aiutano ancora di più.
- Cortona, Wikipedia
- Cortona, Wikipedia
- Home MAEC, MAEC Cortona
- Sagra della bistecca, Comune di Cortona
- Museo diocesano (Cortona), Wikipedia
- Under the Tuscan Sun: Will the Real Bramasole Please Stand Up?, Dream of Italy
- Basilica di Santa Margherita (Cortona), Wikipedia
- Chiesa di San Francesco (Cortona), Wikipedia

Bruno e Marisella Batinti
Proprietari e gestori de Le Torri di Porsenna
Bruno e Marisella Batinti sono i proprietari de Le Torri di Porsenna, l'abbazia che hanno trovato in rovina nel 2014 e riportata alla vita come agriturismo di charme fra Umbria e Toscana. Vivono qui tutto l'anno: le strade, i borghi e le stagioni di cui parla L'Almanacco sono quelli che percorrono ogni settimana.

