Agriturismo Le Torri di Porsenna
Filari di alberi da frutto in un frutteto, con un uliveto sulla collina alle spalle e cielo azzurro striato di nuvole
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Chiusi e gli Etruschi: il museo, le tombe, il labirinto

Chiusi è la città etrusca a 20 minuti da noi: il museo nazionale, le tombe dipinte, il Labirinto di Porsenna, e perché il nome ci riguarda davvero.

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Sul cartello vicino alla reception, il nome della struttura è scritto da anni: Le Torri di Porsenna. Qualche ospite, ancora prima di chiedere l'orario della colazione, chiede chi fosse questo Porsenna, e la domanda è legittima: il nome non è un'invenzione di marketing. La risposta vera non sta qui, ma a venti minuti da qui, a Chiusi, dove quel nome è ancora scritto ovunque: su una via del centro, sopra l'ingresso di un museo nazionale, e nel nome di una rete di cunicoli sotto il duomo.

In breve: Chiusi è la città etrusca più vicina a noi, l'unica della zona dove gli Etruschi non sono un dettaglio in mezzo ad altro ma il motivo principale per cui si viene: un museo archeologico nazionale, tombe dipinte nella campagna intorno, una rete di cunicoli chiamata Labirinto di Porsenna, e una tomba regale che nessuno ha mai trovato. Questa guida racconta cosa c'è davvero da vedere, cosa va prenotato prima di partire, da dove viene il nome della nostra struttura, e perché Chiusi è anche il modo più comodo per arrivare in treno da Firenze o da Roma.

È scritta per chi soggiorna da noi e vuole vedere l'origine etrusca della zona con i propri occhi, non solo leggerla su un pannello, e per chi arriva in treno e si chiede dove scende davvero.

Chi era Porsenna, e cosa dice il nostro nome

Lars Porsenna fu il re etrusco leggendario di Chiusi, verso la fine del VI secolo a.C.: secondo la tradizione romana assediò Roma, in uno degli episodi più raccontati della prima storia della città. Il nome della nostra struttura, Le Torri di Porsenna, rende omaggio proprio a lui: lo diciamo con chiarezza perché è una domanda che ci viene fatta spesso, e la risposta onesta è breve. L'edificio su cui sorgiamo è un'abbazia del 1495, fondata da sette frati benedettini olivetani arrivati dall'Isola Polvese sul Lago Trasimeno: sette secoli dopo Porsenna, e senza alcun legame archeologico con l'epoca etrusca. Il nome è un omaggio alla storia della zona, non una discendenza diretta, e la distinzione conta più di quanto sembri.

Chiusi, una delle dodici città della lega etrusca

Chiusi, in etrusco Clevsin, in latino Clusium, prese anche il nome umbro di Camars secondo alcune fonti antiche: un dettaglio che dice qualcosa su quanto la città fosse già un crocevia fra popoli diversi. Nel VI secolo a.C. divenne una delle città più importanti della dodecapoli etrusca, la lega di dodici città-stato: nessun documento antico ne elenca tutte e dodici con certezza, ma il nome di Chiusi compare in ogni ricostruzione che gli storici hanno proposto. Oggi il comune conta 8.058 abitanti (dato di maggio 2026), su un colle di 398 metri, al confine con la provincia di Perugia: un confine di regione, non solo di provincia, che passa a pochi chilometri da qui.

Chiusi vista dalla campagna, con il campanile e le case sul rilievo
Oggi è un paese di novemila abitanti. Era una delle dodici città della lega etrusca.

Il Museo Archeologico Nazionale, cosa custodisce davvero

Il museo di Chiusi nacque nel 1871 come museo civico, si trasferì nella sede attuale, un palazzo neoclassico, nel 1901, e divenne museo statale nel 1963: una nazionalizzazione che ne racconta l'importanza già riconosciuta un secolo fa. Dentro si trovano soprattutto canopi, urne cinerarie a forma umana che sono una specialità di Chiusi più che di qualunque altro sito etrusco, insieme ai tipici sarcofagi in pietra: i reperti coprono un arco lunghissimo, dall'età del bronzo e del ferro fino al periodo etrusco, ellenistico, romano e persino longobardo. Non è un museo enorme, ma è denso: due o tre ore bastano per vederlo con calma, senza correre. A Cortona, a 22 minuti da noi, c'è un altro museo etrusco importante, il MAEC: la differenza è che lì gli Etruschi condividono la scena con il Rinascimento e con il resto della città medievale, mentre qui a Chiusi restano il motivo principale per cui si viene. Orvieto, un'altra città etrusca a 54 minuti da noi, aggiunge un terzo punto di vista sulla stessa civiltà: ne scriviamo in Orvieto in un giorno.

Un'urna cinerarie etrusca in pietra con figure scolpite a rilievo, in vetrina al museo
Il Museo Archeologico Nazionale sta in centro e si visita in un'ora e mezza: urne, corredi, ceramica.

Le tombe dipinte in campagna, solo su prenotazione

Nella campagna intorno a Chiusi, non nel centro, il museo gestisce alcune tombe etrusche dipinte: la Tomba della Scimmia, la Tomba della Pellegrina, la Tomba del Leone e la Tomba del Colle, tutte del V secolo a.C. Non si visitano passando per caso: si vedono su richiesta al personale del museo, e quali sono aperte, in quali giorni e con quali modalità cambia nel tempo, quindi è il museo stesso, non questa pagina, il posto giusto per chiederlo prima di partire. Chi arriva a Chiusi senza aver controllato prima vede il museo, i canopi e i sarcofagi, ma rischia di ripartire senza aver visto nessuna tomba dipinta: vale la pena saperlo prima, non scoprirlo sul posto.

Il Labirinto di Porsenna, e perché il nome inganna

Sotto il duomo di Chiusi e la piazza accanto corre una rete di cunicoli lunga circa 130 metri, scavata in epoca etrusca arcaica. Il nome con cui è conosciuta oggi, Labirinto di Porsenna, viene dalla tradizione popolare e da chi trovò le prime gallerie negli anni Venti del Novecento, e collega il sito al labirinto leggendario della tomba di Porsenna descritto da Plinio il Vecchio. Gli studiosi considerano il collegamento impreciso: si tratta più probabilmente di un sistema di approvvigionamento idrico, con pozzi che intercettavano la falda e canali che raccoglievano l'acqua piovana per la città etrusca, non di un monumento funerario. Si visita solo con una guida, con partenza dal Museo della Cattedrale: non è un percorso libero, e la prenotazione è vivamente consigliata perché i posti sono limitati. Un secondo percorso sotterraneo separato, il Museo Civico "La Città Sotterranea", esiste altrove in paese: non va confuso con questo, né per il percorso né per la prenotazione.

Un vaso etrusco decorato con motivi geometrici, esposto in una teca
Sotto Chiusi corrono cunicoli etruschi. Il Labirinto di Porsenna è quello, non la tomba del re.

La tomba che non è mai stata trovata

Plinio il Vecchio, citando Varrone, descrive il monumento funebre di Porsenna come una costruzione enorme in blocchi squadrati, larga trecento piedi per lato e alta cinquanta, con dentro un labirinto così complicato che chi vi entrava senza un filo non ne usciva più. È una descrizione affascinante, ed è anche, con ogni probabilità, in parte leggenda già ai tempi di Plinio. Nessuno ha mai identificato con certezza dove sorgesse questo monumento: un'ipotesi più volte proposta lo colloca nel tumulo di Poggio Gaiella, vicino a Chiusi, ma resta un'ipotesi, non una conferma archeologica. Vale la pena dirlo con chiarezza, perché il materiale turistico non sempre lo fa: la tomba di Porsenna, quella vera, quella di Plinio, non si visita, perché nessuno sa dove sia.

Chiusi Scalo, la stazione che serve mezza zona

La stazione di Chiusi-Chianciano Terme sta sulla storica linea Firenze-Roma, aperta nel 1862, ed è anche il capolinea della diramazione che arriva da Empoli: un nodo ferroviario vero, non una fermata di paese, con treni regionali e InterCity che si fermano qui ogni giorno. È nel comune di Chiusi, nella frazione di Chiusi Scalo, giù nella valle: il centro storico sta sulla collina, e a chi arriva in treno serve un autobus urbano o una salita a piedi non breve per raggiungerlo. La stessa stazione, come raccontiamo nella guida su Chianciano Terme, è anche il punto d'arrivo più vicino per chi soggiorna là: da qui a Chianciano sono circa 12 chilometri. Per chi soggiorna da noi, comunque, l'auto resta necessaria: nemmeno la stazione più importante della zona elimina la strada di collina fra qui e la campagna.

Città della Pieve e Chiusi, stessa distanza, lati opposti

Chiusi e Città della Pieve sono entrambe a 20 minuti da noi, ma su lati opposti del confine e con un'anima diversa: una è la città del Perugino, rinascimentale, umbra; l'altra è etrusca fin nelle fondamenta, ed è già Toscana. Si possono vedere nello stesso giorno, una all'andata e una al ritorno, senza allungare il giro. Cambia anche cosa si mangia arrivando da una parte o dall'altra: ne parliamo più nel dettaglio in La cucina di confine fra Umbria e Toscana, dove Chiusi è già il punto di riferimento per il lato toscano della tavola.

I limiti di Chiusi, senza girarci intorno

Quasi tutto quello che rende speciale Chiusi si vede solo prenotando, non passando di lì. Il Labirinto, le tombe dipinte, in parte anche il museo nei periodi di minore apertura: chi arriva senza aver controllato prima rischia una visita dimezzata. E il nome più evocativo di tutti, il Labirinto di Porsenna, probabilmente non è quello che promette: non un labirinto regale, ma un sistema idrico etrusco. Chi insegue il fascino della leggenda intatta se ne va un po' deluso; chi si accontenta della storia vera, che è comunque notevole, torna soddisfatto. Il centro storico, fuori dal circuito museale, è piccolo e tranquillo la sera, più simile a Città della Pieve che a Cortona: non è il posto per una serata animata.

Quanto tempo serve, e come arrivare da noi

Per il museo, con calma, bastano due o tre ore. Con l'aggiunta del Labirinto o di una tomba dipinta prenotata in anticipo, conviene mettere in conto mezza giornata; con entrambi, quasi una giornata intera. Dal nostro agriturismo sul Lago Trasimeno, Chiusi è a 20 minuti d'auto, la stessa distanza di Città della Pieve: la pagina dintorni elenca tutte le distanze da qui, comprese quelle verso il resto della zona di confine. Chi arriva in treno alla stazione di Chiusi-Chianciano Terme, comunque, deve mettere in conto anche il tempo per il trasferimento fino a noi: la stazione è comoda per chi viaggia, non elimina la necessità dell'auto una volta arrivati in questa campagna.

Domande frequenti

Perché la struttura si chiama Le Torri di Porsenna?

Il nome rende omaggio a Lars Porsenna, il leggendario re etrusco di Chiusi, la cui città è a 20 minuti da noi. L'abbazia del 1495 su cui sorge la proprietà non ha però alcun legame archeologico con l'epoca etrusca: è un omaggio alla storia della zona, non una discendenza diretta.

Quanto dista Chiusi da Le Torri di Porsenna?

20 minuti d'auto, la stessa distanza di Città della Pieve, ma sul lato opposto del confine: Chiusi è già in Toscana.

Si può visitare il Labirinto di Porsenna senza prenotare?

No. È un percorso guidato, con partenza dal Museo della Cattedrale: non si entra da soli e la prenotazione è vivamente consigliata, perché i posti nelle visite guidate sono limitati.

La tomba di Porsenna esiste ed è visitabile?

Il monumento descritto da Plinio il Vecchio, con il suo labirinto leggendario, non è mai stato identificato con certezza. Un'ipotesi lo colloca nel tumulo di Poggio Gaiella, vicino a Chiusi, ma resta un'ipotesi: non c'è una tomba di Porsenna che si possa visitare sapendo con certezza che sia quella vera.

Chiusi si raggiunge in treno?

Sì. La stazione di Chiusi-Chianciano Terme è sulla storica linea Firenze-Roma e vi si fermano treni regionali e InterCity. È però nella frazione di Chiusi Scalo, a valle: il centro storico sta sulla collina, e per arrivare da noi resta comunque necessaria l'auto.

Quanto tempo serve per vedere Chiusi?

Due o tre ore per il solo museo. Mezza giornata se si aggiunge il Labirinto o una tomba dipinta prenotata in anticipo, quasi una giornata intera con entrambi.

Fonti

  1. Chiusi, Wikipedia
  2. Chiusi, Wikipedia
  3. Lars Porsenna, Wikipedia
  4. Dodecapoli etrusca, Wikipedia
  5. Museo archeologico nazionale di Chiusi, Wikipedia
  6. Labirinto di Porsenna a Chiusi - Ecomuseo Digitale Terre di Siena, Musei Senesi
  7. Orari e Biglietti dei Musei - Pro Loco Chiusi - Ufficio Turistico, Pro Loco Chiusi
  8. Stazione di Chiusi-Chianciano Terme, Wikipedia
  9. Chiusi-Chianciano Terme railway station, Wikipedia
Bruno e Marisella Batinti, proprietari de Le Torri di Porsenna

Scritto da

Bruno e Marisella Batinti

Proprietari e gestori de Le Torri di Porsenna

Bruno e Marisella Batinti sono i proprietari de Le Torri di Porsenna, l'abbazia che hanno trovato in rovina nel 2014 e riportata alla vita come agriturismo di charme fra Umbria e Toscana. Vivono qui tutto l'anno: le strade, i borghi e le stagioni di cui parla L'Almanacco sono quelli che percorrono ogni settimana.

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