Agriturismo Le Torri di Porsenna
Vista aerea di campi e filari coltivati sulle colline vicino alla proprietà, luce calda di fine giornata
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Isole del Trasimeno: Maggiore e Polvese isola per isola

La pesca e il merletto sull'Isola Maggiore, cosa c'è sulla Polvese oltre il parco, perché la Minore resta privata, e come funzionano davvero i traghetti.

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La guida a cosa vedere sul Lago Trasimeno spiega già che delle tre isole solo due si visitano, che l'Isola Maggiore ha il museo del merletto e che la Polvese è un parco dal 1995. È tutto vero, ma è il riassunto che serve per decidere se venire, non quello che serve una volta saliti sul traghetto. Non dice cosa resta oggi della tradizione del merletto, che il castello dell'Isola Maggiore è in restauro dal 2026 e non si visita, né perché per settimane, nell'estate del 2026, i traghetti per la Polvese non sono partiti.

In breve: questa guida entra dentro le due isole visitabili, isola per isola, e spiega anche perché la terza resta chiusa. Racconta come l'Isola Maggiore sia passata da villaggio di pescatori a diciotto abitanti, cosa si vede oggi della lavorazione del merletto, cosa c'è davvero sulla Polvese oltre l'etichetta di "parco", quanti chilometri sono i suoi sentieri, come funziona il traghetto porto per porto, e cosa può succedere quando è il lago stesso, non solo la stagione, a fermare le corse.

È scritta per chi ha già deciso di salire su un traghetto e vuole sapere cosa troverà, non per chi deve ancora scegliere se venire al lago: per quello c'è la guida generale.

Isola Maggiore: da villaggio di pescatori a diciotto abitanti

Oggi sull'Isola Maggiore vivono diciotto persone, lo stesso numero riportato nella guida generale al lago. Non è sempre stato così. Nel 1578 gli abitanti avevano raggiunto le seicento unità, il massimo mai registrato: un numero enorme per ventiquattro ettari, e la prova che l'isola era un centro di pesca vero, non un borgo marginale. Nel 1875, quando il suo territorio entrò a far parte del comune di Tuoro sul Trasimeno, erano già scesi a circa duecento.

L'Isola Maggiore vista dall'acqua, con il campanile e il castello fra gli alberi e un traghetto in avvicinamento
Diciotto abitanti tutto l'anno. È l'unica delle tre isole dove qualcuno vive ancora davvero.

Il crollo definitivo arriva a metà Novecento, quando il lago, che non ha un emissario naturale, entrò in un periodo di impaludamento ricorrente: l'acqua ristagnava, i fondali si riempivano di melma, e la pesca, l'attività che teneva in piedi l'isola da secoli, entrò in crisi. Buona parte della popolazione emigrò verso le città e i centri industriali, e da lì in avanti l'isola non si è più ripopolata.

Il merletto: una tradizione interrotta due volte, non una linea continua

La guida generale al lago racconta che nel 1904 la marchesa Elena Guglielmi fece arrivare dall'Irlanda una maestra per insegnare alle donne dell'isola il pizzo d'Irlanda. Quello che non racconta è che la tradizione non è mai stata continua.

La scuola chiuse negli anni Trenta. La lavorazione tornò solo nel 1963, quando Maria Vittoria Semolesti fondò una cooperativa di merlettaie per riprendere produzione e vendita. Anche quella cooperativa chiuse, nel 1975. Da allora il merletto è sopravvissuto per iniziativa delle singole artigiane, che hanno continuato a lavorare fuori dalle proprie case lungo via Guglielmi, la stessa strada dove oggi si trova il museo, nel quattrocentesco palazzetto delle Opere Pie. Nel 1996 alcune ex allieve di Semolesti hanno fondato un'associazione culturale femminile per non perdere del tutto la tecnica.

Il museo si visita sempre. Trovare anche una merlettaia al lavoro davanti a casa sua dipende dal giorno: è un mestiere che ormai poche persone praticano ancora, non uno spettacolo organizzato.

Il castello Guglielmi, in restauro dal 2026

Il castello Guglielmi, quello che la guida generale al lago descrive come stratificato fra XIV e XIX secolo, è rimasto per decenni abbandonato. Nel luglio 2026 sono iniziati i lavori di restauro, con l'obiettivo dichiarato di trasformarlo in un albergo.

È una buona notizia per il futuro dell'edificio, ma per chi arriva sull'isola sperando di visitarlo vale una regola semplice: finché il cantiere resta aperto, il castello non si visita, si vede solo da fuori, in mezzo al verde nella parte alta dell'isola. Quando riaprirà, e in che forma, non è ancora chiaro: conviene informarsi in loco prima di aspettarsi di entrare.

Isola Polvese: cosa c'è oltre "un parco"

La guida generale al lago la definisce, giustamente, un parco scientifico didattico dal 1995. Prima di sbarcare conviene sapere cosa contiene fisicamente, perché "parco" da solo fa pensare a sentieri e poco altro.

L'Isola Polvese al tramonto vista dalla riva, con due pescatori in controluce su una scogliera
La Polvese è la più grande e dal 1995 è un parco scientifico didattico: ci si va per camminare, non per visitare.

C'è un castello di difesa del Quattrocento, con un mastio che si alza per circa quindici metri. C'è un monastero, quello di San Secondo, di origine olivetana, trasformato fra il 1481 e il 1492. C'è la chiesa di San Giuliano, documentata già nel 1028 come pieve con fonte battesimale. E c'è la ex chiesa di Santa Maria della Cerqua, fondata nel 1416 e diventata parrocchiale nel 1419, oggi sconsacrata e usata come punto di orientamento per chi parte a piedi verso i sentieri.

La cosa più sorprendente è il giardino delle piante acquatiche: una piscina scavata nella roccia di un'antica cava di arenaria, costruita a fine anni Cinquanta su progetto dell'architetto fiorentino Pietro Porcinai, e trasformata nel 1965 in una vasca con ninfee e fiori di loto. Non è quello che ci si aspetta di trovare in mezzo a un lago umbro.

L'isola è stata proprietà privata fino al 1973: prima del conte Vincenzo Pianciani dal 1840, poi di Biagio Biagiotti dal 1939 al 1959, poi del conte Giannino Citterio. È la Provincia di Perugia ad averla acquistata nel 1973, e solo da lì è cominciato il percorso che ha portato al parco di oggi.

I tre sentieri della Polvese, e quanti chilometri sono davvero

I percorsi segnalati sull'isola sono tre, distinti per colore. Il Percorso Centrale, verde, segue il crinale per circa 1,8 chilometri, a carattere storico-naturalistico, con vedute sul lago. Il Percorso del Periplo, blu, gira intorno all'isola lungo la riva per circa 3,5 chilometri, quasi piatto. Il Percorso delle Croci, rosso, è il più breve, circa mezzo chilometro, vicino al borgo, al frantoio e alle ex porcilaie.

Messi insieme fanno circa sei chilometri, con un dislivello modesto, adatti anche a famiglie con bambini: la nostra guida su l'Umbria con i bambini entra nel dettaglio di quali tappe del territorio reggono bene con i più piccoli. È una camminata da mezza giornata, non un trekking: chi arriva pensando di "fare l'isola" in un'ora sui sentieri più brevi si sbaglia.

Isola Minore: perché resta privata, e cosa significa davvero

La guida generale al lago dice che l'Isola Minore è disabitata e privata e che non si visita. È tutto vero, e vale la pena capire perché.

L'isola, circa sei ettari, appartiene amministrativamente al comune di Passignano sul Trasimeno, non a Tuoro come la Maggiore. Fu abitata fino al Quattrocento; le fonti non concordano del tutto sul motivo dell'abbandono, fra chi parla di incursioni di pirati e avventurieri e chi, riportando le parole dello scrittore Matteo dall'Isola, racconta di un trasferimento forzato a Tuoro ordinato dai magistrati perugini per dissidi interni fra gli abitanti. Restano i resti di una chiesa dedicata a Santa Mustiola, che fino al Settecento ospitò un eremita.

Oggi non ha un vero approdo né un servizio di traghetto, ed è coperta da un bosco fitto di leccio e pino domestico che nasconde una colonia di cormorani. È privata: secondo le fonti disponibili appartiene a una famiglia nobile perugina, i conti Baldeschi. Vederla dal traghetto, a poco più di quattrocento metri dalla Maggiore, resta l'unico modo corretto di vederla.

Come funziona il traghetto, porto per porto

Il servizio, gestito da Busitalia, non è uguale per le due isole. Per l'Isola Maggiore si può partire da tre porti: Tuoro Navaccia, Passignano sul Trasimeno e Castiglione del Lago. Per la Polvese si parte solo da San Feliciano. Non è un caso: la Maggiore sta più vicina alla sponda nord, la Polvese è raggiungibile comodamente solo dal porto più vicino sulla sponda est.

Un pontile di legno sul Lago Trasimeno con una barca a vela ormeggiata
Ogni isola ha i suoi porti di partenza, e le linee attive cambiano fra alta e bassa stagione.

Le biciclette viaggiano su tutte le linee, con supplemento giornaliero, su corse specifiche e non nei giorni festivi. I cani oltre i 35 centimetri al garrese vogliono la museruola e un supplemento; i più piccoli vanno tenuti in braccio o in un trasportino.

Non indichiamo orari o tariffe qui, per lo stesso motivo per cui non lo fa la guida generale al lago: cambiano più volte l'anno, e un orario sbagliato scritto su una pagina è peggio di nessun orario.

Quando è il lago stesso a fermare i traghetti

Il Trasimeno è poco profondo e non ha un emissario naturale, come racconta anche la guida generale al lago: vive quasi solo di pioggia. È una caratteristica strutturale del lago, non un fatto di stagione: in un'annata siccitosa il livello può scendere abbastanza da fermare del tutto i traghetti, non solo da cambiarne gli orari.

È quello che è successo nell'estate del 2026. Dal 29 giugno Busitalia ha sospeso la linea San Feliciano-Isola Polvese: il livello dell'acqua era sceso al punto da rendere rischiosa la navigazione, con il pericolo concreto di arenarsi durante la traversata. Per le settimane successive è stato attivato un trasporto alternativo gratuito, nei weekend da inizio luglio e poi tutti i giorni fino a fine agosto. Dal 31 agosto è stata sospesa anche la linea Castiglione del Lago-Isola Maggiore, sostituita da un bus navetta.

È la stessa instabilità idrica che secoli fa mise in crisi la pesca sull'Isola Maggiore, solo capovolta: allora c'era troppa acqua e i fondali si impaludavano, nell'estate 2026 c'era troppo poca e le barche rischiavano di toccare il fondo. Per questo la pagina di Busitalia va sempre controllata prima di partire: una linea può essere sospesa da un giorno all'altro per il livello dell'acqua, oltre che per il cambio di stagione.

Quale isola scegliere, e se ha senso farle entrambe in un giorno

La guida generale al lago dà già l'indicazione di fondo: l'Isola Maggiore per chi vuole il borgo abitato, le chiese e il merletto, con il castello non visitabile mentre durano i lavori di restauro; la Polvese per chi vuole camminare, fare il bagno e stare all'aperto, adesso sapendo che dentro il parco c'è anche un castello, un monastero e un giardino d'acqua che pochi si aspettano.

Farle entrambe nello stesso giorno è tecnicamente possibile solo accettando di passare buona parte della giornata in macchina: i porti di partenza sono su lati opposti del lago, San Feliciano a est, Tuoro e Passignano a nord. Tra un traghetto e l'altro c'è un giro di sponda vero, non dieci minuti. Meglio scegliere un'isola, farla bene, e lasciare l'altra a un altro soggiorno.

Un'ultima nota sulla Polvese: il ristorante e l'ostello aprono solo in stagione, con orari che cambiano spesso. Conviene portare comunque acqua e qualcosa da mangiare.

Cosa c'è oltre le isole

Le isole sono una parte del Trasimeno, non tutto il Trasimeno. Chi ha più di una giornata può abbinarle a un giro dei borghi della riva, raccontato per intero nella guida al lago già citata sopra, oppure fermarsi a Castiglione del Lago, che è anche uno dei tre porti per la Maggiore. Chi ha un soggiorno più lungo può guardare anche come organizzare tre giorni fra Umbria e dintorni, o la guida generale a cosa vedere in Umbria per il resto della regione.

Da Le Torri di Porsenna siamo a cinque o dieci minuti dalla riva sud del lago: per le distanze esatte verso le isole e il resto del territorio c'è la pagina dei dintorni, e per chi vuole prenotare il soggiorno ci sono le camere.

Domande frequenti

Si può visitare il castello dell'Isola Maggiore?

No. I lavori di restauro sono iniziati nel luglio 2026, con l'obiettivo dichiarato di trasformare il castello in un albergo, e finché il cantiere resta aperto non si visita. Si vede dall'esterno camminando sull'isola: conviene informarsi in loco sullo stato dei lavori prima di aspettarsi di entrare.

Si vede ancora qualcuno lavorare il merletto sull'Isola Maggiore?

Il museo del merletto si visita sempre, nel palazzetto delle Opere Pie su via Guglielmi. Trovare anche una merlettaia al lavoro davanti a casa sua è possibile ma non garantito, dipende dal giorno: non è uno spettacolo organizzato.

Quanto si cammina sull'Isola Polvese?

I tre sentieri segnalati misurano insieme circa sei chilometri, con dislivelli modesti. Si possono percorrere tutti in una mezza giornata senza fretta.

Perché a volte i traghetti per le isole non partono?

Il motivo più comune è la manutenzione stagionale, ma il Trasimeno è poco profondo e non ha un emissario naturale, quindi in un'annata siccitosa il livello può scendere abbastanza da fermare le corse. È successo nell'estate 2026, quando Busitalia ha sospeso prima la linea per la Polvese e poi quella Castiglione del Lago-Isola Maggiore. Lo stato del servizio va sempre verificato prima di partire, perché una linea può essere sospesa anche per il livello dell'acqua, non solo per la stagione.

Si può in qualche modo visitare l'Isola Minore?

No. È privata, non ha un vero approdo né un servizio di traghetto, ed è disabitata dal Quattrocento. Si vede solo passandole accanto sul traghetto diretto alla Maggiore.

Conviene visitare l'Isola Maggiore e la Polvese nello stesso giorno?

È sconsigliato. I porti di partenza sono su lati opposti del lago, quindi anche riuscendoci si passerebbe più tempo a spostarsi in auto che sulle isole stesse. Meglio sceglierne una per soggiorno.

Fonti

  1. Isola Maggiore, Wikipedia
  2. Isola Minore, Wikipedia
  3. Cosa visitare, Provincia di Perugia
  4. I percorsi dell'Isola, Provincia di Perugia
  5. La Tradizione del Merletto, Isola Maggiore
  6. Servizio di navigazione sul Lago Trasimeno, Busitalia
  7. Stop di Busitalia alla navigazione verso l'Isola Polvese, Perugia Tomorrow
  8. Isola Polvese, ecco il servizio sostitutivo gratuito: orari e giorni, Perugia Tomorrow
  9. Isola Maggiore, parte il restauro del castello: diventerà un hotel di lusso, PerugiaToday
  10. Castello Guglielmi, al via il restauro: Isola Maggiore punta alla rinascita del suo sim..., Quotidiano dell'Umbria
Bruno e Marisella Batinti, proprietari de Le Torri di Porsenna

Scritto da

Bruno e Marisella Batinti

Proprietari e gestori de Le Torri di Porsenna

Bruno e Marisella Batinti sono i proprietari de Le Torri di Porsenna, l'abbazia che hanno trovato in rovina nel 2014 e riportata alla vita come agriturismo di charme fra Umbria e Toscana. Vivono qui tutto l'anno: le strade, i borghi e le stagioni di cui parla L'Almanacco sono quelli che percorrono ogni settimana.

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