A Perugia gli autobus si incrociano sotto le mura antiche e i bar la sera si riempiono di studenti universitari: è la prima differenza che si nota arrivando da Assisi, dove ci si aspetta la stessa cosa più grande, vicoli silenziosi, una basilica al centro di tutto, il turismo religioso a dettare il ritmo della giornata. La salita dal parcheggio è così ripida che i primi venti minuti si passano a capire come arrivare in centro, non cosa vederci.
In breve: Perugia è a 44 minuti da noi, ed è una città vera prima che una città turistica, costruita in verticale su un colle di quasi 500 metri, con un intero quartiere rinascimentale sepolto sotto il centro e attraversato da scale mobili. Questa guida spiega come capire la sua geografia prima di partire, cosa vedere fra Corso Vannucci e i due musei del Palazzo dei Priori, e perché conviene sapere in anticipo che tipo di città si sta per visitare.
È scritta per chi ha una giornata da dedicare a Perugia, magari partendo da una delle nostre camere, e preferisce sapere dove lasciare l'auto piuttosto che scoprirlo girando sotto le mura.
Perugia non è una Assisi più grande
Il motivo per cui Perugia sorprende chi la visita dopo Assisi è semplice: non è una città santuario, è il capoluogo dell'Umbria, e ci vive gente che lavora e studia, non solo chi la visita. L'Università degli Studi di Perugia, fondata nel 1308, conta oggi circa 27.000 iscritti; l'Università per Stranieri, nata nel 1921 e diventata istituzione ufficiale nel 1925, ne aggiunge circa un migliaio. Su una città di poco più di 162.000 abitanti, quasi un residente su sei è uno studente universitario.
Va detto con altrettanta chiarezza: in piena estate, quando arriva la maggior parte dei nostri ospiti, l'università è in pausa, e quella parte della città si sente molto meno. Chi cerca la Perugia universitaria raccontata nelle guide, in agosto trova soprattutto la sua versione turistica.
La geografia verticale, e perché conviene capirla prima di arrivare
Perugia sta a 493 metri di altitudine, su un colle che gli Etruschi scelsero per la stessa ragione per cui lo sceglie oggi chi arriva in auto: si difende bene e si vede da lontano. Il centro storico occupa la sommità, e tutto quello che vale la pena vedere, Piazza IV Novembre, il Palazzo dei Priori, i due musei del Corso, sta lassù. Il problema pratico è che quasi nessun parcheggio arriva fin lì: si lascia la macchina più in basso, e poi si sale.

Questo è il punto che chi organizza una gita da fuori sottovaluta più spesso: Perugia non si visita a piedi partendo dal parcheggio, come in un borgo di collina più piccolo. Si visita salendo, con uno dei due sistemi che la città si è costruita apposta per risolvere il problema, e scegliere quello giusto cambia la giornata.
Due modi di salire: le scale mobili della Rocca Paolina e il Minimetrò
Il primo modo, il più suggestivo, passa dentro una fortezza sepolta. Papa Paolo III fece costruire la Rocca Paolina fra il 1540 e il 1543, sopra le case della famiglia Baglioni, come punizione dopo la rivolta del sale del 1540: un'intera porzione di città medievale finì inglobata nelle fondamenta, invece che demolita. Il popolo perugino non perdonò mai la Rocca: la distrusse in parte nel 1848, il resto cadde dopo l'Unità d'Italia nel 1861. Restano le strutture sotterranee, vicoli e case restaurati fra il 1932 e il 1965, oggi visitabili con la scultura Grande Nero di Alberto Burri, del 1984, che occupa uno degli spazi.
Dal 1983 un sistema di scale mobili attraversa questi ambienti, collegando il parcheggio di Piazza Partigiani a Piazza Italia. Prenderle significa salire di livello in livello dentro un edificio del Cinquecento, con le pareti di mattone originali intorno.
Il secondo modo è più recente e più pratico se si arriva da nord o si preferisce un parcheggio grande: il Minimetrò, attivo dal 2008, collega Pian di Massiano a Pincetto, ai margini del centro storico, con sette stazioni in circa dodici minuti su un percorso di circa tre chilometri. È una cabinovia automatica pensata per alleggerire il traffico, non per il panorama: chi vuole capire la Rocca Paolina prende le scale mobili, chi vuole solo arrivare in centro nel modo più rapido prende il Minimetrò.
Piazza IV Novembre e Corso Vannucci, il cuore in cima alla salita
Arrivati in cima, in un modo o nell'altro, ci si trova su Corso Vannucci, la strada centrale che sale dolcemente fino a Piazza IV Novembre. È la passeggiata di Perugia, quella dove la città esce a fare la spesa o un aperitivo, ed è il posto migliore per capire che genere di città si sta visitando: non un museo a cielo aperto, ma una piazza che funziona ancora come piazza.

Al centro della piazza c'è la Fontana Maggiore, costruita fra il 1275 e il 1278 per festeggiare l'arrivo dell'acqua in città attraverso il nuovo acquedotto dal Monte Pacciano, senza pompe, solo per pressione. La vasca inferiore, a venticinque lati, porta bassorilievi con i lavori dei dodici mesi e i segni zodiacali, le arti liberali, scene bibliche e due favole di Esopo; quella superiore, a ventiquattro lati, mostra santi, figure mitologiche e le personificazioni di Roma e Perugia. I rilievi sono opera di Nicola Pisano e del figlio Giovanni, che firmò uno dei bassorilievi con un'aquila.
Il Palazzo dei Priori, che chiude la piazza su un lato, ospita da solo due delle ragioni migliori per fermarsi più di un'ora a Perugia: la Galleria Nazionale dell'Umbria e il Collegio del Cambio.
Due musei nello stesso palazzo: la Galleria Nazionale e il Collegio del Cambio
La Galleria Nazionale dell'Umbria occupa gli ultimi due piani del palazzo, in Corso Vannucci 19: quaranta sale su circa 4.000 metri quadrati, nell'allestimento attuale dal 2006. È la raccolta più importante di pittura umbra esistente, dal Duecento all'Ottocento: Piero della Francesca, Beato Angelico, Gentile da Fabriano, Duccio di Buoninsegna, e naturalmente il Perugino, formato proprio qui.
Il Collegio del Cambio, poco più avanti al numero 25, era la sede della corporazione dei cambiavalute, fra le più potenti della Perugia rinascimentale. Fra il 1498 e il 1500 il Perugino affrescò la Sala dell'Udienza: profeti e sibille, virtù cardinali impersonate da uomini illustri dell'antichità, episodi della vita di Cristo. In mezzo alle figure, in una finta cornice dipinta come se fosse appesa al muro, inserì il proprio autoritratto: il modo più diretto per vedere in faccia l'artista che più di ogni altro ha definito la pittura umbra del Rinascimento.
Messi insieme, Rocca Paolina, Galleria Nazionale e Collegio del Cambio richiedono almeno un'ora e mezza, senza contare il tempo per arrivarci. Chi ha meno tempo scelga uno dei due musei, non tutti e due di corsa.
La Perugia etrusca, sotto e accanto a quella medievale
Prima del Comune medievale, prima ancora dei romani, Perugia era una delle dodici lucumonie della lega etrusca, e due luoghi lo ricordano meglio di ogni museo. Il primo è il Pozzo Etrusco, in Piazza Danti, scavato nel III secolo a.C. sotto Palazzo Bourbon-Sorbello: scende per oltre trenta metri, diametro massimo 5,60 metri, coperto da blocchi di travertino senza malta. Una passerella di vetro e acciaio sospesa sul vuoto lo mostra dall'alto.
Il secondo è l'Arco Etrusco, conosciuto anche come Arco di Augusto: costruito nella seconda metà del IV secolo a.C., è la più intatta delle porte etrusche della città. Prende il secondo nome da Augusto, che intorno al 40 a.C. assediò Perugia per sette mesi e, dopo averla presa, fece ricostruire la porta con la scritta AVGVSTA PERVSIA. È a pochi minuti a piedi da Piazza IV Novembre: passarci sotto è il modo più semplice per toccare duemilaquattrocento anni di storia.
Il cioccolato, da Corso Vannucci a San Sisto
Perugia è anche la città del cioccolato, non solo per un festival. La Perugina nacque qui nel 1907, e nel 1922 una delle sue socie, Luisa Spagnoli, inventò il Bacio: cioccolato gianduia, granella di nocciole e una nocciola intera, ricoperti di fondente. Lo aveva chiamato "Cazzotto", per la forma; fu Giovanni Buitoni a rinominarlo, convinto che nessuno si sarebbe sentito a proprio agio a chiederlo al banco con quel primo nome.
Lo stabilimento, a San Sisto poco fuori dal centro, ospita oggi la Casa del Cioccolato Perugina, un museo aperto nel 2007 per il centenario, con prenotazione obbligatoria: museo storico più una passerella sopraelevata sulla linea di produzione. In autunno arriva anche Eurochocolate, uno dei festival del cioccolato più grandi d'Europa: le date cambiano da un'edizione all'altra, quindi vale la pena controllarle prima di programmare la gita.
I Giardini Carducci, per finire in alto
Se resta tempo per una sola cosa dopo i musei, sia questa: i Giardini Carducci, in fondo a Corso Vannucci, sopra la Rocca Paolina, a circa 535 metri di altitudine. Prendono il nome dal poeta Giosuè Carducci, che qui scrisse il Canto dell'Amore, e sono da sempre il punto panoramico più comodo della città: da qui si vede la valle umbra, e nelle giornate più limpide anche Assisi e il Monte Subasio.
È un buon posto per chiudere la giornata: fermarsi a leggere il panorama, capire da dove si è arrivati, è un modo diverso di guardare la stessa geografia verticale che ha reso complicata la salita poche ore prima.
Quando venire: la città viva e la città in pausa
Perugia in luglio ha un ritmo diverso da ogni altro mese: porta Umbria Jazz, che riempie la città di concerti per tutto il mese, dai grandi nomi sui palchi principali alla musica gratuita per strada. Chi cerca l'evento troverà la Perugia più viva dell'anno; chi cerca la città tranquilla farà meglio a evitare quelle settimane apposta.
Aprile, maggio, giugno e settembre restano i mesi in cui la città si visita più comodamente: caldo gestibile per la salita a piedi, università attiva, meno folla dell'estate piena. Da novembre a marzo la città si vede bene lo stesso, con meno gente per le strade, anche se le giornate corte lasciano meno margine per un programma con musei, sotterranei e una salita ripida.
Da qui a Perugia, in auto o in treno
Perugia è a 44 minuti da Le Torri di Porsenna, la più vicina delle tre città umbre raggiungibili in giornata da qui insieme ad Assisi e Orvieto: ne parliamo con più dettaglio, distanze comprese, nella nostra guida a cosa vedere in Umbria. Perugia e Assisi sono anche sulla stessa linea ferroviaria, quella che passa per Terontola sulla sponda sud del Lago Trasimeno: chi non vuole guidare arriva in treno, usa uno dei due sistemi di risalita descritti sopra, e trova il resto delle opzioni di arrivo nella nostra guida su come arrivare al Lago Trasimeno.
Chi ha solo tre giorni e deve scegliere fra Perugia e Orvieto per l'ultima tappa trova la nostra proposta in Cosa vedere in Umbria in 3 giorni. Chi vuole restare un giorno in più dal lato toscano del confine, magari sulle tracce del Perugino che nacque a Città della Pieve prima di formarsi a Perugia, trova la sua città natale in Città della Pieve e il Perugino. Per il resto dei dintorni, con tutte le distanze da qui, c'è la pagina dintorni.
Domande frequenti
Quanto dista Perugia da Le Torri di Porsenna?
44 minuti d'auto, la più vicina delle tre città umbre raggiungibili in giornata da qui insieme ad Assisi e Orvieto. È anche raggiungibile in treno, sulla stessa linea che passa per Terontola e serve pure Assisi.
Conviene prendere le scale mobili della Rocca Paolina o il Minimetrò?
Le scale mobili se si parcheggia a Piazza Partigiani e si vuole vedere il quartiere rinascimentale sepolto dentro la fortezza. Il Minimetrò se si arriva da nord, si preferisce un parcheggio più grande a Pian di Massiano, o si vuole solo arrivare in centro nel modo più rapido.
Quanto tempo serve per visitare Perugia in giornata?
Contate almeno un'ora e mezza solo per Rocca Paolina, Galleria Nazionale e Collegio del Cambio, di più se aggiungete il Pozzo Etrusco o l'Arco Etrusco. Una giornata intera basta per vedere con calma il centro storico, senza fretta.
Perugia è adatta a chi cerca l'atmosfera di Assisi?
Non proprio. Assisi è una città di pellegrinaggio costruita intorno a una basilica; Perugia è il capoluogo regionale, con un'università, negozi e una vita quotidiana che continua intorno ai monumenti. Sono due esperienze diverse, non intercambiabili.
Meglio visitare Perugia in estate o in altri periodi?
Aprile, maggio, giugno e settembre offrono temperature più comode per la salita a piedi. Luglio porta Umbria Jazz e riempie la città; agosto porta più turisti ma l'università è chiusa, quindi la Perugia universitaria raccontata nelle guide si sente meno.
Cosa vedere a Perugia oltre a Corso Vannucci e Piazza IV Novembre?
Il Pozzo Etrusco e l'Arco Etrusco per la Perugia pre-romana, i Giardini Carducci per il panorama su Assisi e il Monte Subasio, e la Casa del Cioccolato Perugina a San Sisto se resta tempo per uscire dal centro.
- Perugia, Wikipedia
- Rocca Paolina, Wikipedia
- MiniMetro, Wikipedia
- Percorso e stazioni | Minimetrò spa, Minimetro Perugia
- Fontana Maggiore, Wikipedia
- Galleria Nazionale dell'Umbria, Wikipedia
- Nobile Collegio del Cambio - Moneychangers' Guild, Comune di Perugia
- Università per stranieri di Perugia, Wikipedia
- Università degli Studi di Perugia, Wikipedia
- Pozzo etrusco, Ministero della Cultura
- Arco Etrusco, Wikipedia
- This site is temporarily unavailable | Nestlé, Perugina
- Casa del Cioccolato Perugina, Perugia, Italia.it
- PUNTI PANORAMICI DI PERUGIA: BELVEDERE CARDUCCI E TERRAZZA DEL MERCATO COPERTO, Tipicamente Umbria
- Umbria Jazz, Umbria Jazz
- Parcheggi, scale mobili e panorama - Itinerari e escursioni a Perugia, PaesiOnline

Bruno e Marisella Batinti
Proprietari e gestori de Le Torri di Porsenna
Bruno e Marisella Batinti sono i proprietari de Le Torri di Porsenna, l'abbazia che hanno trovato in rovina nel 2014 e riportata alla vita come agriturismo di charme fra Umbria e Toscana. Vivono qui tutto l'anno: le strade, i borghi e le stagioni di cui parla L'Almanacco sono quelli che percorrono ogni settimana.

