Agriturismo Le Torri di Porsenna
Alberi da frutto in un frutteto di collina, con staccionata in legno e la prima collina umbra sullo sfondo
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Città della Pieve: il Perugino, non solo di passaggio

Quattro opere autografe del Perugino nel suo paese natale, un vicolo strettissimo, il vecchio zafferano e perché in pochi lasciano la strada per vederlo.

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Città della Pieve sta su un colle di 509 metri, ed è costruita per gran parte in mattone a vista invece che in pietra: un dettaglio raro fra i borghi umbri di collina, e che qui si nota da lontano. La strada fra Chiusi e Perugia passa nella valle, sotto le mura, e il centro storico resta una deviazione di pochi minuti che chi viaggia fra la Toscana e l'Umbria centrale rimanda quasi sempre a un altro giorno.

In breve: Città della Pieve ha dato i natali a Pietro Vannucci, il Perugino, maestro di Raffaello, e conserva quattro sue opere autografe in tre luoghi diversi, tutti nel centro storico e raggiungibili a piedi. Questa guida racconta dove vederle, cosa sapere prima di andare, il vicolo che si contende il titolo di più stretto d'Italia, il vecchio zafferano della zona e quanto tempo serve davvero.

È scritta per chi soggiorna da queste parti e ha una mattina o un pomeriggio da dedicare a un borgo diverso da Cortona o Montepulciano. Da noi Città della Pieve è a 20 minuti.

Un colle di mattoni sul confine

Il centro storico sta su un colle di 509 metri sul livello del mare, a circa 4 chilometri dal confine con la Toscana, con vista sulla Val di Chiana. Oggi il comune conta 7.356 abitanti (dato di maggio 2026). Una cosa che colpisce chi arriva dai borghi di pietra del resto dell'Umbria: qui le case sono costruite per circa il 70% in mattone a vista, materiale più tipico della pianura che della collina.

I tetti in coppi e le facciate in mattoni di Città della Pieve, viste dall'alto del borgo
Qui non c'è la pietra grigia dell'Umbria del nord: è tutto mattone, ed è la prima cosa che si nota.

La pianta medievale del centro ha la forma di un'aquila rivolta verso Roma, e le tre parti dell'aquila corrispondono ai tre terzieri storici della città: Castello (la testa, il ceto nobiliare), Borgo Dentro (lo stomaco, la borghesia) e Casalino (la parte rurale). I terzieri sono documentati già nel 1250, nell'atto con cui la città, libero comune sotto Federico II di Svevia, si sottomise a Perugia. Il nome attuale, Città della Pieve, e il titolo di città arrivarono insieme nel 1600.

Chi era Pietro Vannucci, il Perugino

Pietro Vannucci nacque qui, quasi certamente intorno al 1450: la data esatta non si conosce, e le fonti oscillano fra il 1445 e il 1452. Il soprannome "il Perugino" gli venne dagli anni di formazione e di lavoro a Perugia, ma il paese natale resta questo.

Fu uno dei pittori più richiesti del primo Rinascimento italiano, con una bottega perugina in cui si formò, fra gli altri, il giovane Raffaello Sanzio, prima che la fama del suo allievo superasse la propria. Perugino morì nel febbraio 1523, di peste, a Fontignano, una frazione del comune di Perugia a poca distanza da qui: aveva circa 75 anni.

L'Adorazione dei Magi, e la trattativa sul prezzo

Nell'Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, sede dal Duecento della confraternita dei Disciplinati detti i Bianchi, il Perugino affrescò nel 1504 l'Adorazione dei Magi: un'intera parete, con una trentina di figure a grandezza naturale e uno sfondo che allarga il paesaggio verso il Trasimeno e la Val di Chiana.

L'Adorazione dei Magi del Perugino nell'Oratorio dei Bianchi a Città della Pieve, con il corteo sotto la tettoia
L'Adorazione dei Magi, 1504, nell'Oratorio dei Bianchi. È l'opera per cui si viene qui.

La trattativa sul compenso è documentata, e vale la pena raccontarla perché dice qualcosa anche del carattere dell'uomo. Il Perugino chiese inizialmente 200 fiorini, si disse disposto ad accettarne 100 "come compaesano", e alla fine, dopo le insistenze del capo della confraternita, si accordò per 75. Chiese anche che gli mandassero una mula con un accompagnatore, per venirlo a prendere a Perugia da grande maestro. Le lettere della trattativa furono ritrovate nel 1835 durante lavori di drenaggio e oggi sono riprodotte su lapidi di marmo dentro l'oratorio, che fu poi restaurato nel 1818.

Le due opere del Duomo, cappella per cappella

Nella concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, il Duomo del paese, il Perugino lasciò due pale. Il Battesimo di Cristo, dipinto intorno al 1510 per la cappella di San Giovanni Battista, la prima a sinistra: umidità e sbalzi termici hanno danneggiato il legno nel corso dei secoli, tanto che l'opera è stata restaurata tre volte, nel 1921, nel 1962 e di nuovo nel 2010.

La seconda pala, la Madonna in gloria fra i Santi Gervasio e Protasio e i Santi Pietro e Paolo, di poco successiva, intorno al 1514, sta nel punto più in vista di tutti: dietro l'altare maggiore, al centro dell'abside. Le altre opere del Duomo, dal Seicento in poi, sono di altri autori: non vanno confuse con le due del Perugino.

La Deposizione nascosta per tre secoli

La terza opera è la più difficile da vedere, e anche la più segnata dal tempo. È la Deposizione dalla Croce, dipinta nel 1517 per la Compagnia della Stella nell'allora chiesa di Santa Maria dei Servi. Nel Seicento, durante lavori nella cappella, l'affresco fu nascosto dietro un tramezzo e vi restò per due secoli: fu riportato alla luce solo nel 1834. Parte dell'opera era già andata perduta per l'apertura di una porta nella parete, quindi oggi si vede frammentaria, non intera.

Va detto con onestà: l'edificio, oggi Museo Civico Diocesano, si visita solo su prenotazione, non semplicemente passando davanti. Chi arriva senza aver controllato prima vede l'Adorazione dei Magi e le due pale del Duomo, ma non la Deposizione. Gli orari e le modalità di prenotazione cambiano nel corso dell'anno, quindi conviene informarsi con l'InfoPoint del Comune prima di partire, non fare affidamento su quanto si legge qui o altrove.

Il vicolo che si contende il titolo di più stretto d'Italia

Vicolo Baciadonne è largo, nel punto più stretto, poco più di mezzo metro: le misure riportate vanno dai 50 ai 70 centimetri a seconda della fonte. Per anni è stato presentato come il vicolo più stretto d'Italia; in realtà almeno un altro vicolo, altrove nel paese, risulta ancora più stretto. Resta comunque uno dei più stretti che si possano attraversare in Italia, e il nome, secondo la tradizione locale, viene dal fatto che due persone che si incrociano lì dentro non possono evitare di sfiorarsi.

È una curiosità da due minuti, non una tappa che giustifica da sola una deviazione dalla strada principale: conviene unirla a una passeggiata più lunga nel centro, non cercarla come unico motivo per fermarsi.

Lo zafferano, da coltura medievale a consorzio

Meno conosciuto del Perugino, ma altrettanto radicato, è lo zafferano. La coltivazione risale almeno al 1279: lo Statuto di Perugia di quell'anno vietava ai forestieri di seminarlo sul territorio della Pieve, segno di quanto fosse già un'attività protetta e redditizia. Se ne parla ancora negli Statuti del Danno Dato del 1530.

Due mani che raccolgono un fiore di zafferano viola nel campo
Lo zafferano si raccoglie a mano, fiore per fiore, e la fioritura dura poche settimane in autunno.

La coltivazione si era poi persa, ed è stata reintrodotta solo alla fine degli anni Settanta del Novecento, quando l'agronomo Alberto Viganò piantò nei suoi terreni bulbi arrivati dalla Spagna. Da lì sono nate le coltivazioni di altri produttori della zona, e nel giugno 2002 è stato fondato il Consorzio "Il Croco di Pietro Perugino, Zafferano di Città della Pieve", oggi con una trentina di soci. Nel 2013 il prodotto è entrato nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Umbria. Non ha il marchio DOP, va detto per chiarezza: è un riconoscimento diverso.

Il Palio dei Terzieri, e quando capita

Ogni agosto i tre terzieri tornano protagonisti nel Palio dei Terzieri, la rievocazione storica del paese, nella sua forma moderna dal 1973. Il programma dura circa dodici giorni e culmina la prima domenica dopo il 15 agosto, con il corteo storico, la Battaglia della Farina e la Caccia al Toro: una gara di tiro con l'arco su sagome mobili a forma di toro, erede di una vera caccia che si praticava fra Quattrocento e Cinquecento.

Se il soggiorno cade in quel periodo, è l'occasione migliore per vedere il paese pieno di vita. Nel resto dell'anno, soprattutto in settimana e fuori stagione, Città della Pieve è più quieta di Cortona o di Montepulciano, ed è onesto dirlo: chi cerca un centro animato la sera, con tanti locali aperti fino a tardi, resta deluso. Qui la sera si spegne presto.

Quanto tempo serve, e come si arriva da noi

Per le tre soste con opere del Perugino, con calma, bastano due o tre ore: la sequenza più comoda è Oratorio, Duomo e poi il Museo Civico Diocesano, se la prenotazione è stata fatta. Con l'aggiunta di una passeggiata nel centro, il vicolo Baciadonne e una sosta nei negozi che vendono lo zafferano locale, conviene mettere in conto mezza giornata.

Da Le Torri di Porsenna Città della Pieve è a 20 minuti d'auto, la stessa distanza di Chiusi: è comodo unire le due tappe nello stesso giorno. Come per il resto della zona, serve l'auto: i collegamenti pubblici non sono pensati per chi soggiorna in campagna.

Città della Pieve, Cortona e Montepulciano: tre borghi, tre velocità

Cortona è a 22 minuti da noi, Montepulciano a 30 minuti: sono i due borghi con cui Città della Pieve viene naturalmente confrontata, perché sono vicini e perché condividono la stessa fascia di confine fra Umbria e Toscana. La differenza si vede nel traffico e nei locali: Cortona e Montepulciano, soprattutto in alta stagione, hanno più turisti, più ristoranti aperti fino a tardi e più code per parcheggiare. Città della Pieve no: si cammina senza folla anche ad agosto, tranne nei giorni del Palio.

Chi vuole confrontare i tre borghi in un solo soggiorno trova altre due guide utili: Cortona in un giorno e Montepulciano e il Vino Nobile. Chi preferisce restare più vicino al lago può leggere anche Castiglione del Lago: guida al borgo, l'altro paese a pochi minuti da qui, oppure la nostra guida generale a cosa vedere in Umbria per il resto della regione. Per organizzare gli spostamenti, la pagina dintorni elenca tutte le distanze da qui, e le nostre camere restano il punto di partenza più comodo per visitare tutti e tre i borghi senza spostare i bagagli.

Domande frequenti

Città della Pieve è più tranquilla di Cortona o Montepulciano?

Sì. Cortona e Montepulciano hanno più turisti e più locali aperti fino a tardi, soprattutto in alta stagione. A Città della Pieve si cammina senza folla anche ad agosto, tranne nei giorni del Palio dei Terzieri, ma la sera si spegne presto: chi cerca vita notturna resta deluso.

Quali opere del Perugino si vedono a Città della Pieve?

Quattro, in tre luoghi diversi. L'Adorazione dei Magi (1504) nell'Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, il Battesimo di Cristo e la Madonna in gloria fra i Santi Gervasio e Protasio nel Duomo, e la Deposizione dalla Croce (1517) nel Museo Civico Diocesano.

Si può vedere la Deposizione dalla Croce senza prenotare?

No. L'edificio che la conserva, oggi Museo Civico Diocesano, si visita solo su prenotazione. Gli orari cambiano nel corso dell'anno, quindi conviene controllare con l'InfoPoint del Comune prima di partire.

È vero che Città della Pieve ha il vicolo più stretto d'Italia?

È una tradizione locale più che un primato certo. Il vicolo Baciadonne è largo, nel punto minimo, fra 50 e 70 centimetri secondo le fonti, ma almeno un altro vicolo in Italia risulta ancora più stretto.

Quando si svolge il Palio dei Terzieri a Città della Pieve?

In agosto, nella sua forma moderna dal 1973. Il programma dura circa dodici giorni e culmina la prima domenica dopo il 15 agosto, con corteo storico, Battaglia della Farina e Caccia al Toro.

Quanto dista Città della Pieve da Le Torri di Porsenna?

20 minuti d'auto, la stessa distanza di Chiusi. È uno dei borghi più vicini a noi insieme al Lago Trasimeno e a Castiglione del Lago.

Fonti

  1. Città della Pieve, Wikipedia
  2. Città della Pieve, Wikipedia
  3. Perugino, Wikipedia
  4. Oratorio di Santa Maria dei Bianchi, Wikipedia
  5. ORATORIO DI SANTA MARIA DEI BIANCHI - Città della Pieve, Citta della Pieve
  6. Battesimo di Cristo (Perugino Città della Pieve), Wikipedia
  7. Duomo di Città della Pieve, Aletes
  8. Museo civico - diocesano ex Chiesa di Santa Maria dei Servi, Ministero della Cultura
  9. Fragments of the fresco Deposition from the Cross, Secret Umbria
  10. Zafferano - Città della Pieve, Citta della Pieve
  11. La Storia - Consorzio il Croco di Pietro Perugino, Zafferano di Citta della Pieve
  12. Consorzio - Consorzio il Croco di Pietro Perugino, Zafferano di Citta della Pieve
  13. Palio dei Terzieri, Ministero della Cultura
  14. Palio dei Terzieri - Città della Pieve, Citta della Pieve
Bruno e Marisella Batinti, proprietari de Le Torri di Porsenna

Scritto da

Bruno e Marisella Batinti

Proprietari e gestori de Le Torri di Porsenna

Bruno e Marisella Batinti sono i proprietari de Le Torri di Porsenna, l'abbazia che hanno trovato in rovina nel 2014 e riportata alla vita come agriturismo di charme fra Umbria e Toscana. Vivono qui tutto l'anno: le strade, i borghi e le stagioni di cui parla L'Almanacco sono quelli che percorrono ogni settimana.

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