Da alcune curve della strada che sale da Chiusi, Chianciano Terme si vede due volte: in alto il profilo di un colle con una torre e un campanile, in basso una distesa di alberghi bassi, viali alberati e insegne di altri decenni. Sono due luoghi diversi, cresciuti in secoli diversi, e chi cerca "Chianciano Terme cosa vedere" di solito sta immaginando il primo senza sapere che passerà la giornata soprattutto nel secondo.
In breve: Chianciano Terme è due città in una, un borgo medievale minuscolo in cima al colle e una città termale costruita quasi tutta nel Novecento più in basso, ed è onesto saperlo prima di partire per non restare delusi. Questa guida racconta cosa vedere in entrambe le parti, cosa resta delle terme dopo il crollo del turismo di cura degli anni Novanta, il museo etrusco che vale la sosta, la novella che Pirandello scrisse qui in una pensione del centro, e cosa aspettarsi davvero se si cerca un albergo in città.
È scritta per chi ha una giornata o poco più da dedicarle, arrivando da queste colline, e preferisce sapere cosa troverà prima di salire in macchina.
Due città in una, e perché conviene saperlo prima
Il nucleo antico, Chianciano Vecchia, occupa la sommità del colle dove il paese è nato nel Medioevo. La città termale, quella che la maggior parte delle foto online mostra, si è sviluppata più in basso e più a nord, lungo viale della Libertà, quasi interamente nel corso del Novecento, quando Chianciano è diventata una delle destinazioni di cura più frequentate d'Italia.

Le due parti non si assomigliano e non si visitano allo stesso modo. Chianciano Vecchia si gira a piedi in mezz'ora abbondante. La città termale, fatta di alberghi, viali e parchi, richiede più tempo e più macchina, perché le distanze fra un punto e l'altro sono pensate per chi ci soggiorna una settimana, non per chi passa di lì in giornata.
Chianciano Vecchia, il borgo che il nome della città nasconde
Il borgo è ancora racchiuso nella sua cinta muraria medievale, che si apre a Porta Rivellini. Subito dentro la porta si trovano la piccola chiesa dell'Immacolata, restaurata nel 1588, e il castello dei conti Manenti, la famiglia che ha governato Chianciano fra il XII e il XIII secolo. Da lì i vicoli salgono fino alla Torre dell'Orologio e alla Collegiata di San Giovanni Battista, in stile romanico gotico.

Il punto che vale la salita è il terrazzo panoramico oltre la Collegiata: da un lato si vede il Monte Cetona, dall'altro l'Amiata, e nelle giornate limpide lo sguardo corre su tutta la Val di Chiana. È un affaccio che nella città termale, più in basso e più chiusa fra gli alberghi, semplicemente non esiste.
Il boom e il crollo: come Chianciano è diventata quello che è
Le acque di Chianciano erano note già in epoca etrusca e romana, ma la città che si vede oggi nasce nel primo Novecento, con la costruzione degli stabilimenti termali neoclassici fra gli anni Dieci e Trenta. Dopo la guerra Chianciano è diventata una delle mete principali del cosiddetto turismo di cura, quando lo Stato pagava un congedo straordinario ai lavoratori dipendenti che seguivano un ciclo di cure termali, senza intaccare le ferie.
Il declino è cominciato nel 1992, con la soppressione di quel congedo. Le strutture ricettive della città, che nel 1992 erano 332, sono scese a 189 nel 2010 e a meno di 150 nel 2012, secondo i dati riportati all'epoca dal Sole 24 Ore. La crisi economica del 2008 ha aggravato ulteriormente la situazione. È la ragione onesta per cui la città bassa ha ancora oggi l'aspetto di un luogo costruito per numeri molto più grandi di quelli attuali: alberghi enormi accanto ad altri chiusi da anni, viali larghi pensati per un traffico che non c'è più.
Le terme oggi: il Parco Acqua Santa
Non tutto si è fermato. Il Parco Acqua Santa, sette ettari di verde nel cuore della città termale, ospita ancora le due sorgenti storiche, Acqua Santa e Fucoli, con i loro percorsi fra alberi secolari e la Sala Mescita dove un tempo si beveva l'acqua sotto controllo medico. All'ingresso c'è la Fontana dei Pavoni, in bronzo, ricostruita nel 1926 su progetto dell'architetto Ugo Tarchi. Oggi nel parco funzionano anche le Terme Sensoriali, un percorso benessere moderno, e una navetta collega Terme Sillene, l'altro stabilimento della città.
Non riportiamo qui orari, percorsi o prezzi dei trattamenti: cambiano stagione per stagione e vanno verificati direttamente prima di partire. Quello che si può dire con certezza è che il parco resta aperto alla passeggiata anche per chi non prenota nulla, ed è il modo più semplice per farsi un'idea di cosa fosse Chianciano al suo apice.
Il Museo Civico Archeologico delle Acque, gli etruschi sotto le terme
Prima delle terme del Novecento, sulle stesse acque, c'erano gli Etruschi. Il Museo Civico Archeologico delle Acque, aperto nel 1997 in un ex granaio ottocentesco, racconta questa storia più antica: i canopi, urne funerarie antropomorfe, provenienti soprattutto dalla necropoli di Tolle, la ricostruzione di una tomba principesca del VI secolo a.C. trovata in località La Foce, e i resti della decorazione del tempio etrusco dei Fucoli, del II secolo a.C.
È una visita breve, meno di un'ora, ma cambia lo sguardo su tutto il resto: le terme di Chianciano non sono un'invenzione del turismo di massa, sono l'ultimo capitolo di una storia molto più lunga.
Pirandello e le due novelle nate qui
Nell'estate del 1905 Luigi Pirandello arrivò a Chianciano con la moglie Antonietta, per un ciclo di cure legato alla sua salute, e soggiornò per settimane alla pensione Brugi Ronchi, poco sopra la Collegiata. Da quel soggiorno nacquero due novelle, "Acqua amara" e "Pallino e Mimì", poi raccolte nella "Novelle per un anno" del 1922: raccontano la vita quotidiana attorno alle terme, fra cure, sale d'attesa e piccole vanità, con l'occhio di chi osservava più che curarsi.
Sono racconti brevi e non è indispensabile averli letti prima di venire, ma aiutano a capire che la vita da stabilimento termale, con i suoi riti e le sue attese, era già così più di un secolo fa.
Dove dormire a Chianciano: cosa aspettarsi davvero
Chianciano ha, in proporzione alle sue dimensioni, uno dei numeri di posti letto più alti della provincia: è l'eredità diretta del turismo di cura di massa. Molti alberghi lavorano ancora in mezza pensione o pensione completa, pensati per soggiorni di una settimana legati a un ciclo di cure, non per una notte di passaggio.
Detto onestamente: la qualità non è uniforme. Accanto a strutture rinnovate negli ultimi anni, con centri benessere propri, ci sono alberghi che portano ancora l'arredamento e l'atmosfera degli anni in cui furono costruiti. Vale la pena controllare foto recenti prima di prenotare, più che fidarsi del nome della categoria.
Chi preferisce restare in campagna, fuori dalla città termale ma comunque vicino a Montepulciano e Chiusi, trova su questo lato del confine agriturismi con la propria spa privata: la nostra spa in agriturismo e le nostre camere sono una base diversa, non un'alternativa migliore o peggiore, semplicemente un altro modo di stare nella stessa zona.
Villa La Foce e cosa c'è appena fuori città
A pochi chilometri, verso la Val d'Orcia, si trova Villa La Foce: nata nel Quattrocento come ospizio per pellegrini e mercanti lungo la Via Francigena, fu acquistata nel 1924 da Antonio e Iris Origo, che insieme all'architetto inglese Cecil Pinsent disegnarono fra il 1925 e il 1939 il giardino all'italiana che si visita oggi, con siepi di bosso, limoni in vaso e una pergola di glicine. Iris Origo raccontò questa terra durante la Seconda guerra mondiale nel diario "War in Val d'Orcia", uno dei testi più citati su quegli anni in Toscana.

Chianciano è incastrata fra tre tappe che raccontiamo altrove su questo blog: Montepulciano, a 30 minuti da noi, Chiusi, a 20, e Città della Pieve, anch'essa a 20 minuti sull'altro lato del nostro confine. Chi arriva da qui per una di queste tre può facilmente aggiungere Chianciano allo stesso giro, senza uscire dalla stessa zona.
Quando venire, e quando Chianciano funziona meglio
Chianciano sta in una conca della Val di Chiana, più bassa e più chiusa delle colline di Montepulciano o Cortona, e il caldo dell'estate si sente di più che sulle colline intorno. Maggio, giugno e settembre restano i mesi in cui si cammina meglio, sia nel borgo alto sia nei parchi termali. Essendo una città termale, Chianciano è anche una delle poche mete di questa zona che funziona bene anche d'inverno, come raccontiamo in Umbria in inverno per il lato umbro del confine.
Il vantaggio pratico di Chianciano, per chi organizza un giro più ampio, è proprio il numero di posti letto: nei fine settimana in cui Montepulciano o Cortona si riempiono, qui si trova spazio più facilmente, anche all'ultimo momento. Per organizzare il resto del viaggio in Umbria, la nostra guida generale a cosa vedere in Umbria mette in fila le distanze vere.
Come arrivare e muoversi
La stazione più vicina si chiama Chiusi-Chianciano Terme, sulla storica linea Firenze-Roma, ma si trova nel comune di Chiusi, a circa 12 chilometri dal centro di Chianciano: da lì serve un taxi, un autobus o un'auto a noleggio per arrivare davvero in città.
Una volta arrivati, l'auto resta utile anche dentro Chianciano: il borgo alto e la città termale sono separati da una salita che si fa comodamente in macchina ma è scomoda a piedi con i bagagli, e i parcheggi vicino a Porta Rivellini si riempiono in fretta nelle ore centrali della giornata.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per vedere Chianciano Terme?
Mezza giornata basta per il borgo alto, il museo etrusco e una passeggiata al Parco Acqua Santa. Chi vuole vedere anche Villa La Foce nei dintorni fa meglio a contare una giornata intera.
Vale la pena visitare Chianciano Terme se non si fa una cura termale?
Sì, ma con aspettative giuste. Chianciano Vecchia, il museo archeologico e il parco termale si visitano bene anche senza prenotare trattamenti. La città bassa, fuori da quei punti, è soprattutto una città di alberghi.
Cosa fare a Chianciano Terme oggi, con le terme in crisi da anni?
Il Parco Acqua Santa resta aperto alla passeggiata, le Terme Sensoriali offrono un percorso benessere moderno, e il borgo alto con il Museo Civico Archeologico delle Acque non ha mai smesso di funzionare. È una città più piccola di quanto fu, non una città chiusa.
Quanto dista Chianciano Terme da Montepulciano?
Chianciano confina direttamente con il comune di Montepulciano, quindi sono pochi minuti di strada. Noi indichiamo solo le distanze dalla nostra proprietà: Montepulciano è a 30 minuti da qui, Chiusi a 20, ed entrambe confinano con Chianciano.
Conviene dormire a Chianciano Terme o in un agriturismo nei dintorni?
Dipende dal tipo di soggiorno. Chianciano ha molti più posti letto e conviene a chi vuole restare comodo vicino alle terme per più notti. Un agriturismo in campagna, come il nostro, è un'altra base: meno scelta di alberghi, più spazio intorno.
Chianciano Terme si raggiunge in treno?
La stazione si chiama Chiusi-Chianciano Terme ed è sulla linea storica Firenze-Roma, ma si trova nel comune di Chiusi, a circa 12 chilometri dal centro di Chianciano: serve poi un taxi, un autobus o un'auto per arrivare in città.
- Chianciano Terme, Wikipedia
- Chianciano Terme, Wikipedia
- Chianciano Terme chiusa per crisi, Il Sole 24 Ore
- Parchi termali da vivere, Vivi Chianciano Terme
- To Luigi Pirandelllo, Vivi Chianciano Terme
- Archaeological Civic Museum of Chianciano Terme, Visit Tuscany
- Villa La Foce, Visit Tuscany
- Stazione di Chiusi-Chianciano Terme, Wikipedia
- Chianciano Terme tra memoria, presente e futuro, SienaPost

Bruno e Marisella Batinti
Proprietari e gestori de Le Torri di Porsenna
Bruno e Marisella Batinti sono i proprietari de Le Torri di Porsenna, l'abbazia che hanno trovato in rovina nel 2014 e riportata alla vita come agriturismo di charme fra Umbria e Toscana. Vivono qui tutto l'anno: le strade, i borghi e le stagioni di cui parla L'Almanacco sono quelli che percorrono ogni settimana.

